OSAS: cose da sapere per vivere meglio
Il sonno rappresenta un periodo di ristoro e di recupero delle energie spese durante le attività diurne ed è pertanto essenziale per il benessere dell’organismo.
Trascorriamo, infatti, circa un terzo della nostra vita dormendo e la qualità del sonno ha un impatto non trascurabile sulla nostra salute. Riposare male non solo ha un’influenza negativa su energia e umore ma può avere conseguenze negative sulla salute.
Considerando tale funzione ristoratrice è comprensibile come i disturbi del sonno siano diventati oggetto di interesse clinico e di ricerca. Nel corso delle ultime decadi si è assistito, infatti, ad un considerevole aumento delle tecniche a disposizione per la registrazione e l’analisi dei parametri del sonno.
Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS)
La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) rappresenta uno dei disturbi respiratori più diffusi. Si tratta di una patologia molto seria, caratterizzata da interruzioni del normale respiro (apnee) durante il sonno, uguali o superiori a 10 secondi e ripetute per molte volte nel corso della notte. Queste interruzioni continue del respiro durante il riposo notturno riducono notevolmente la qualità del sonno, con ripercussioni sulle attività diurne del paziente, al punto che hanno ottenuto l’attenzione non solo dei medici e dei pazienti, ma anche quella delle istituzioni. Infatti, quando il sonno notturno è insoddisfacente e non ristoratore, la sonnolenza diurna può arrivare a compromettere le normali occupazioni di vita sociale e lavorativa.
Chi soffre di OSAS e perché?
Sul piano fisiopatologico l’OSAS è caratterizzata dalla comparsa durante il sonno di episodi ripetuti di ostruzione parziale o totale delle vie aeree superiori con conseguente caduta della saturazione (ossigenazione sanguigna).
Questa patologia nella sua forma grave, in Italia, interessa il 7% degli uomini e il 5% delle donne (oltre 4 milioni di persone). Se poi prendiamo in considerazione anche le forme meno gravi e non per questo meno importanti, la percentuale di persone che ne soffrono anche a loro insaputa sale vertiginosamente.
I fattori di rischio più importanti sono:
- sesso ed età (l’OSAS colpisce nell’età compresa soprattutto fra i 30 e i 65 anni con prevalenza nella popolazione maschile)
- malformazioni del massiccio cranio facciale
- il sovrappeso, in particolare un’elevata circonferenza del collo
- anomalie fisiche a livello del naso e soprattutto faringe
Da cosa è causata?
L’OSAS è causata da una riduzione del tono dei muscoli faringei che arrivano a collassare provocando un aumento delle resistenze delle vie aeree superiori al flusso d’aria. Il quadro è ulteriormente aggravato in quei soggetti che presentano una ipertrofia adenotonsillare o qualsiasi patologia che riduca il calibro delle vie aeree superiori. In molti casi il consumo di bevande alcoliche (o di farmaci “tranquillanti”) prima di dormire aumenta lo stato di flaccidità muscolare peggiorando il quadro clinico e aumentando il numero e la durata delle apnee.
Quali sono gli effetti?
Le conseguenze dell’OSAS sono dovute principalmente alla desaturazione ossi-emoglobinica, con danni generalizzati a qualsiasi organo ed apparato, in particolare cuore e cervello; questi pazienti presentano pertanto un rischio maggiore di avere episodi cardio-vascolari ed in definitiva una ridotta aspettativa di vita. A causa della eccessiva sonnolenza diurna, conseguenza della frammentazione del sonno, che può arrivare a compromettere le normali occupazioni di vita sociale e lavorativa, i pazienti con le apnee notturne hanno anche un elevatissimo rischio di incorrere in incidenti stradali per addormentamento alla guida e soprattutto per l’aumentato tempo di reazione che risulta notevolmente aumentato in questi pazienti.
OSAS: come si riconosce?
I sintomi clinici che aiutano nella diagnosi sono dovuti alla scarsa qualità del sonno e consistono in:
- russamento intermittente
- sonno agitato
- risvegli notturni
- nicturia (ripetuto stimolo notturno ad urinare)
- sonnolenza continua durante il giorno con difficoltà a rimanere svegli durante la lettura del giornale o la visione della TV
- estrema affaticabilità
- alterazioni del comportamento (depressione, irritabilità o alterazioni della personalità)
- difficoltà di concentrazione
- cefalea mattutina
- impotenza
- incidenti automobilistici
- sonno del partner disturbato
Cosa fare in presenza di questi sintomi?
La prima cosa da fare è parlarne con il proprio Medico che, sulla base dei riferimenti anamnestici e dei segni clinici, è in grado di porre il sospetto diagnostico di sindrome delle apnee notturne; tuttavia, anche in presenza di un quadro sintomatologico conclamato la diagnosi non può prescindere da una valutazione strumentale per l’intera durata della notte tramite la Polisonnografia (Monitoraggio Cardio Respiratorio Completo).
La Polisonnografia è un esame strumentale non invasivo, effettuato durante la notte nel proprio domicilio, che consiste nella registrazione di parametri cardiaci, respiratori e dello stato di ossigenazione del sangue al fine di evidenziare la reale presenza delle apnee.
Quali sono le terapie?
La terapia specifica per la sindrome delle apnee durante il sonno deve essere “tagliata su misura” per ogni singolo paziente, perché dipende, oltre che dai risultati dell’esame polisonnografico, anche dalla sua storia clinica. I farmaci, in genere, non sono di alcuna efficacia nel trattamento di questa patologia.
Le possibilità terapeutiche possono essere diverse e vanno valutate attentamente dallo specialista:
- Terapia con ventilazione notturna (CPAP/APAP) (Gold Standard)
- Terapia comportamentale
- Apparecchi ortodontici
- Terapia chirurgica (oramai praticamente abbandonata)
Tra queste, la CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) è una terapia ventilatoria non invasiva che utilizza un dispositivo per fornire un flusso d’aria costante a pressione positiva nelle vie aeree creando un supporto pneumatico ed impedendo così al faringe di collassare mantenendo in questo modo aperte le vie aeree durante il sonno. È il trattamento di riferimento per l’apnea ostruttiva nel sonno nella sua forma grave o moderata con comorbilità. La cosa sorprendente è che già dal primo giorno dona un immediato sollievo al paziente facendo regredire tutta la sintomatologia.
AUTORE
Prof. Fulvio Benassi – Medico Specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio e Tisiologia – Cardiologia e Malattie dell’Apparato Cardiovascolare – Anestesiologia e Rianimazione | Marilab Future Labs – Via dei Castelli Romani, 2M – Pomezia (RM) | Marilab Roma Garbatella – V. Caffaro 137 | Marilab Surgery – V.le A. Zambrini 4
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