Biopsia prostata: dalla Saturazione alla Tecnica Fusion

Biopsia prostata con Tecnica Fusion: l’alta tecnologia al servizio della salute

biopsia fusion prostata

articolo blog della biopsia prostata

La diagnosi del tumore della prostata rappresenta da sempre una sfida che si gioca sull’equilibrio tra:

  • la ricerca della massima accuratezza diagnostica
  • la minimizzazione dell’invasività delle procedure applicate

Posto che l’esame istologico eseguito sui frammenti di prostata è ciò che garantisce la diagnosi di certezza, le modalità con cui questi frammenti vengono prelevati possono essere significativamente differenti, sia in termini di invasività che di affidabilità diagnostica.


La vecchia metodica: la biopsia a saturazione

Fino a qualche anno fa, in presenza di un sospetto di neoplasia prostatica, si ricorreva a una tecnica chiamata biopsia a saturazione, che:

  • comportava un grande numero di prelievi (fino a 50 se necessario)
  • si basava sul principio che “più frammenti, maggiore accuratezza diagnostica”

A determinare questa situazione era di fatto l’assenza di tecniche di imaging che permettessero di “vedere” quelle aree di prostata che potessero eventualmente essere coinvolte da un tumore, e sulle quali effettuare prelievi mirati.


L’evoluzione: la risonanza magnetica multiparametrica

A partire dal 2010, sono state introdotte e standardizzate tecniche di alta diagnostica radiologica, fondate sulla:

  • risonanza magnetica con mezzo di contrasto
  • studio del comportamento delle molecole e delle cellule
  • definizione di parametri multipli (da qui la definizione di risonanza “multiparametrica”)

Questa tecnologia consente di:

  • individuare all’interno della ghiandola prostatica eventuali aree che possono presentare noduli tumorali
  • attribuire un sospetto diagnostico in base all’alterazione dei parametri (maggiori sono le alterazioni dei parametri esaminati, più probabile sarà la presenza di un tumore nella zona esaminata)
  • raggiungere una sensibilità superiore al 90% (questo rende la Risonanza Multiparametrica uno strumento indispensabile nell’inquadramento diagnostico del cancro della prostata)

La rivoluzione: biopsia prostata con tecnica Fusion

Grazie a questi sviluppi, è stato possibile creare un sistema di prelievo mirato e minimamente invasivo, noto come biopsia Fusion, che:

  • sovrappone le immagini statiche della risonanza a quelle dinamiche in tempo reale dell’ecografia
  • permette di visualizzare il nodulo sospetto direttamente sul monitor ecografico
  • consente di effettuare prelievi esattamente sulla zona ad alto sospetto

Biopsia prostata con tecnica Fusion: vantaggi concreti per il paziente

Questa procedura viene eseguita:

  • ambulatorialmente
  • in anestesia locale
  • attraverso il perineo

Generalmente si effettuano da quattro a sei prelievi, il che offre numerosi vantaggi rispetto alla biopsia a saturazione:

  • riduzione dell’invasività
  • tempi operatori molto brevi (pochi minuti)
  • minore uso di anestetici
  • refertazione più rapida dell’esame istologico

AUTORI

Dott. Raniero Parascani – Medico Specialista in Urologia |  Marilab Center Ostia – V.le A. Zambrini 14 | Marilab Future Labs – Via dei Castelli Romani 2 – Pomezia | Marilab Surgery – V.le A. Zambrini 4

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